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Parkour Wave | Traduzione seconda parte dell’articolo “50 Ways To Be and To Last in Parkour”
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Traduzione seconda parte dell’articolo “50 Ways To Be and To Last in Parkour”

Traduzione e riadattamento a cura del nostro amico Filippo Coen, qui il link al suo sito Sangoparkour.

280_0_4393615_619273Quella che segue è la seconda parte di un lungo articolo in via di pubblicazione scritto da Chris “Blane” Rowat. Istruttore di Parkour Generations e grandissimo praticante. Per l’articolo originale http://blane-parkour.blogspot.co.uk/

 

50 modi per essere e per durare nel Parkour l Parte 2

Allenare la Mente

(Articolo di Chris “Blane” Rowat)

 

Nella seconda parte di questa serie di cinque articoli andrò a toccare quelli che ritengo essere gli aspetti più importanti riguardo l’allenamento mentale per essere forti in questa pratica. Questi argomenti non sono in ordine di importanza ma hanno il solo scopo di fornire dei solidi appigli per sviluppare e mantenere uno stato mentale efficiente per allenarsi e migliorare nel Parkour. Siamo chiari, sviluppare una mente forte è perfino più arduo che sviluppare un corpo forte, perciò non è una cosa che può accadere in una notte. Il Parkour non è facile in nessuna sua parte, aspetto o forma; vi metterà alla prova e spesso vi spronerà in modi che non vi piaceranno. Vi farà male adesso e ancora, ogni volta che vi allenerete esporrà e metterà in luce le vostre debolezze, fisiche e psicologiche e vi darà una risposta onesta e brutale alla domanda, “Allora, cosa sono in grado di fare oggi..?”.

 

Per leggere un’introduzione a questa serie di articoli e capire meglio la prima parte, che riguarda l’allenare il corpo, potete leggere qui.

 

Molto bene..

 

 

 

14)      L’Arte della Guerra

Ognuno è diverso al di fuori della strada che si osserva: quando strappiamo tutti gli strati esterni il Parkour, nella sua essenza, riguarda il confrontarsi fisicamente con sfide e ostacoli e usare il movimento come un’arma in questo confronto. In qualche misura, in ogni conflitto uno dei due lati vincerà o perderà e questo è anche il caso del Parkour. Quando fronteggiate un avversario più debole di voi allora avete una possibilità maggiore di vincere ma c’è bisogno che voi rimaniate concentrati e calcoliate il vostro approccio.. più l’avversario si avvicina al vostro livello più chance avrà di sconfiggervi, ovviamente, se scegliete di fronteggiare un avversario più forte di voi sarà meglio che abbiate una ragione dannatamente buona per farlo perché probabilmente perderete.

 

Per come la vedo io, per molti versi i salti sono uguali. Perfino quelli semplici richiedono la vostra attenzione e concentrazione o potrebbero prendervi a calci in culo.. anche loro hanno qualcosa da insegnarvi. Più vi confrontate con salti al limite del vostro potenziale più dovete prestare attenzione e affidarvi all’esperienza per immaginare il modo migliore in cui affrontarli. È necessario che abbiate fiducia in voi stessi ma che allo stesso tempo non li sottovalutiate.

 

Quando si arriva ad avversari più forti.. l’affrontare salti che sono al di là delle vostre attuali abilità è il modo giusto per causare un disastro e il rischio sarà di infortunarsi, se non peggio. Questi avversari, od ostacoli, dovrebbero essere affrontati solo come ultima speranza.

 

“Se conosci il tuo nemico e conosci te stesso, non devi temere il risultato di cento battaglie. Se conosci te stesso ma non il tuo nemico, per ogni vittoria guadagnata soffrirai anche una sconfitta. Se non conosci né il tuo nemico né te stesso, soccomberai in ogni battaglia.” – Sun Tzu, L’Arte della Guerra.

 

 

15)      Accettate che qualche volta gli ostacoli vinceranno

Affronterete dei salti in linea con le vostre abilità che semplicemente non sarete in grado di fare quel giorno e questa sarà una vera prova di umiltà e pazienza. Generalmente in queste situazioni verrete messi faccia a faccia con due scelte. Potrete andarvene e tornare un altro giorno o potrete rimanere e sgretolare lentamente il problema nella speranza di distruggerlo. A volte ci riuscirete, altre volte no.

 

Quando notate per la prima volta un salto che vi intimorisce di solito c’è una breve finestra di opportunità, durante la quale nella vostra testa avviene un dialogo interno positivo. Potrebbe durare da un minimo di qualche secondo a diversi minuti, durante i quali farete dei confronti con altri salti, vi rassicurerete riguardo le vostre abilità, controllerete il punto di atterraggio e quello dal quale saltate, può darsi che ripetiate la rincorsa e l’approccio al salto qualche volta.. ma alla fine questa finestra di opportunità inizierà a chiudersi gradualmente mentre i dubbi ci si infileranno. In proporzione più a lungo aspettate più è probabile che invitiate ad entrare la paura, la rabbia e il dubbio e il salto diventerà spaventoso. Comincerete a dare troppa importanza al problema e a soffermarvi sulle possibilità negative. Per superare una cosa del genere ci vuole un certo tipo di persona, per rimanere positivi e riuscire a forzare l’apertura di quella finestra di opportunità ancora una volta. La mia compagna mi ha descritto questa cosa meglio di chiunque altro fino a oggi quando ha detto che in questa situazione si sente come se fosse in mare, al largo, e tentasse di raggiungere la costa. Raramente arriva un’onda che prometterebbe di riportarla indietro se solo lei avesse la fiducia di stare in piedi sulla tavola e cavalcarla fino a casa.. ma se dovesse mancare quell’opportunità allora potrebbe essere una lunga attesa prima che arrivi la prossima onda.

 

Io mi sono confrontato con innumerevoli salti di questo genere e conosco direttamente la sensazione di rimanere e avere successo.. e quella di andarsene. Se aspettate troppo a lungo allora non sarà facile trovare un lieto fine, in nessun caso. Andarsene potrebbe lasciarvi frustrati e delusi, ma avere infine successo dopo così tanto tempo e scoprire che il salto era semplice e facile potrebbe farvi sentire ancora peggio, poiché realizzerete di aver sprecato un’ora e mezza mentre avreste dovuto saltare alla prima ondata. Capita spesso che non ci sia gioia a rompere un salto dopo così tanto tempo.. è come se avessi perso tutto quel tempo a combattere per qualcosa in cui credi per poi sentirti dire che la tua principessa è in un altro castello.. (cit. supermario).   Se si tratta di un salto che so di poter fare e se in generale mi sento forte, allora cavalcherò quell’onda prima o poi.. ma qualche volta capita che me ne vada, grato di non essermi schiantato sulle rocce neanche quel giorno.

 

Con l’esperienza ho imparato a riconoscere un salto che non farò, e invece che vedere questa come una cosa negativa ho cercato di comportarmi come se giocassi a un gioco con un vecchio amico. A volte si vince, altre si perde, ma il vero piacere è partecipare al gioco, e ci sarà sempre un’altra onda la prossima settimana.

 

 

16)      Il potere dell’Ora

Bene, via i guanti.. lasciamo cadere i discorsi da signorina riguardo delusioni ed emozioni e torniamo in mezzo alla battaglia.

 

Credo che ci siano molti vantaggi nell’abbattere un drago qui e adesso.. prima che cresca e diventi una bestia completamente diversa. È di cruciale importanza che come esseri umani forti abbiate l’abilità di mostrarvi all’altezza della situazione quando lo volete. La vita non aspetterà sempre un buon momento prima che le cose vadano male quindi dovete impararlo.. allenatevi per accendere quella scintilla e accendere quel fuoco al primo avvertimento. Se è qualcosa che non fate mai nel vostro allenamento allora sarà molto più difficile far ricorso al vostro coraggio in una situazione che lo richieda. Ma se conoscete bene la sensazione di respingere quando venite spinti.. e se avete familiarità col frantumare quella finestra di opportunità e mettere da parte tutte le cazzate che avete in testa e se riuscite semplicemente a PROVARE il salto con tutto il vostro cuore, allora avete rotto quel salto e abbattuto il drago, non importa cosa accada dall’altra parte. Rompere un salto è diverso dal fare un salto. Se sapete di aver dato davvero tutto ciò che avete senza aver trattenuto neppure una singola fibra del vostro essere allora vincere o perdere, distruggere o conquistare, lo avete rotto e avete vinto la battaglia mentale, se non quella fisica.

 

Imparerete di più dal fare un salto adesso, oggi, in questo momento che quando tornerete “pronti” e il salto vi sembrerà facile. Sicuro, potreste trovare una sfida spaventosa, andarvene per qualche settimana e allenare salti simili, andare nella vostra bella, calda e asciutta palestra e replicarlo con un materasso e finalmente tornare indietro e farlo senza un attimo di attesa, ma avrete bypassato una parte vitale e importante del processo, se non la parte più importante di tutto il Parkour, che è quella di affrontare le sfide a testa alta e scegliere il sentiero più difficile quando si presenta. Fate un passo al di fuori della vostra zona protetta, raccogliete la sfida e scavate a fondo. Arrabbiatevi se ce né bisogno, trovate una ragione, uno scopo e una forza motrice che vi faccia fare il salto. Il momento è ora dannazione.

 

Odiate più l’idea di non provare piuttosto che quella delle conseguenze nel fallire e troverete una via per rompere il salto.

 

 

17)      Fate qualcosa che vi spaventa ogni volta che vi allenate

Non dev’essere qualcosa di terrificante, ma fate qualcosa che vi faccia sentire a disagio ogni volta che vi allenate. L’esposizione regolare ala paura nutrirà goccia a goccia il vostro metabolismo e formerà una sorta di sistema immunitario contro le insidie più taglienti. Imparerete il procedimento e a gestire questa paura più facilmente creando abitudini e processi per superare la prossima esperienza di paura, nella vita o nel Parkour.

 

L’abilità di gestire la paura è una tecnica che può essere allenata e migliorata proprio come qualsiasi altra tecnica, e proprio come ogni altra tecnica nel Parkour deve essere allenata regolarmente se volete sperare di mantenerla e migliorarla.

 

 

18)      Breaking Jumps (Rompere il salto)

Vale la pena di parlarne nel dettaglio anche se il procedimento mentale sarà diverso per chiunque. Ho visto diverse persone approcciarsi a dei salti spaventosi in molti modi e avere gradi diversi di successo. Quello che è certo è che non ci sono metodi a prova di errore per superare la paura che si avverte quando ci si pone di fronte a un nuovo salto. Quello che funziona per me potrebbe non funzionare per voi.. ma posso darvi un paio di esempi e di cose che penso possano aiutarvi.

 

La frase “rompere un salto” viene da un termine francese che significa semplicemente: sfondare quella barriera di paura e apprensione che si può formare nei momenti prima di provare qualcosa di spaventoso. Con la pratica, può diventare più facile rompere i salti ma si tratta di un processo molto complicato che può effettivamente divenire più ostico durante certi periodi di allenamento. Il problema è che più esperienza avete nel Parkour, più comprendete come possa andare male un salto e quanto possa essere di impedimento perfino il più piccolo degli infortuni. Più guadagnate in termini di abilità e più avete da perdere se tutto va storto. All’inizio non è qualcosa a cui si pensa, perché non si ha esperienza a sufficienza con la quale relazionarsi, questo è il motivo per cui i principianti spesso sono più spensierati, saltare qualcosa e provare. L’ignoranza è beata… (Cit. Matrix)

La prima cosa che dovete decidere è se siete una persona che ha bisogno di essere calma per rompere un salto oppure che ha bisogno di caricarsi. Io sono una sorta di uomo a metà in questo campo ma come molti altri preferisco un breve attimo di completa calma prima di saltare, dove tutti i dubbi fluttuano via e io aziono l’interruttore sul VIA.

 

Ad ogni modo il vostro approccio per rompere un salto è importante, così quando sposterete l’interruttore ce la metterete tutta e non tornerete indietro. Se per esempio si tratta di un salto con rincorsa allora è necessario che decidiate di andare perfino prima di fare il primo passo. Provate la rincorsa tutte le volte che vi pare ma non correte verso il salto per poi decidere cosa fare alla fine del muro. Sicurezza e prevedibilità minimizzano i rischi. Esitazione e imprevedibilità accrescono il pericolo. Quando rallentate verso la fine del muro e saltate senza convinzione allora non vi potrà andare molto peggio di così. La situazione è imprevedibile perché non sapete quanto avete spinto e dovrete affrontare le cose in volo, molto in fretta. Ma quando spingete con tutte le vostre forze allora se sbaglierete il salto saprete comunque quanto in lungo potete saltare e quindi più o meno dove atterrerete, e avrete più tempo in aria, tempo prezioso per ragionare sulla situazione e reagire all’atterraggio.

 

Per la maggior parte dei problemi nel Parkour e nella vita, se sapete di poterlo fare e andate con tutti voi stessi allora andrà tutto bene.

 

Alcuni ascoltano i rumori di sottofondo. Altri cantano tra loro. Molti aumentano la frequenza del loro respiro inspirando a fondo e qualcuno cammina in cerchio in modo tale da poter vedere il salto da una prospettiva diversa ogni qualche secondo. Io sono una di quelle persone che contano nella loro testa, e se arrivo fino ad 1 e va ancora tutto bene allora vado e spingo per ottenere quello che voglio. Questo conto alla rovescia inizia solo dopo aver considerato il procedimento e qualsiasi altra cosa. In quel momento ho già controllato il punto di spinta e quello di atterraggio, ho già fatto un piccolo piano di cosa fare se dovessi saltare troppo o troppo poco e ho calcolato i miei passi di avvicinamento. Se è un salto davvero molto spaventoso ma lo voglio fare comunque allora spesso immagino una situazione durante la quale dovrei fare il salto. Mi convinco che restare dove sono è più rischioso di provare il salto e fallirlo. Non è naturale, richiede pratica e sforzi orribili, non lo raccomanderei neppure perché la considero una cosa un po’ estrema.. ma per me funziona.

 

Rompere salti è un test per la vostra forza di volontà, per l’autocontrollo e la conoscenza di voi stessi ma esiste un’enorme differenza tra chi è attento e calcolatore e chi spericolato. Il salto potrebbe sembrarvi lo stesso ma la differenza sta ancora una volta nei dettagli. L’intenzione e la motivazione alla base della scelta possono essere completamente diverse.

 

Osservare gli altri affrontare salti al limite del loro potenziale è un’esperienza incredibile. Potete apprezzarlo pienamente soltanto quando la persona e il salto si equivalgono ed è la seconda miglior cosa che possiate sperimentare. In quell’esatto momento starete guardando una persona privata di tutte le proprie pretese e di tutto il suo ego, che non può più nascondersi dietro parole o affermazioni false.. è il momento dell’azione. A prescindere da quanti amici siano con lui, sarà completamente solo. Nessun altro può saltare al posto suo e lo sa. Il tempo sembra fermarsi o cessare di esistere completamente, i rumori di sottofondo sbiadiscono e tutta la sua attenzione è su un puntino minuscolo della Terra. C’è un’energia invisibile ma innegabile nell’aria, una vibrazione ad alta frequenza che si può appena avvertire e una tensione che potrebbe essere tagliata con un coltello. Come un treno merci quell’onda si avvicina e tu ti chiedi se lui avrà il coraggio di reggere l’impatto e andare con essa. Se lo farà allora succede qualcosa di speciale appena prima che accada. Mezzo secondo di assoluta fermezza e calma. Si avverte il momento in cui viene presa la decisione, quando si sposta l’interruttore e si sta per andare. Ora sono una vittima dell’esperienza. In un battito di cigli è tutto finito e con l’atterraggio i rumori di sottofondo tornano a rombare, le risate, i complimenti e i lunghi lamenti o il conforto prendono il posto del silenzio palpabile. La paura viene rimpiazzata istantaneamente con la gioia e l’esultanza.. ed è proprio quel sentimento che crea tanta dipendenza per il Parkour.

 

Ad ogni modo avvicinatevi a questo processo e cercate di rendere il vostro metodo più efficiente volta per volta. Trovate qualcosa che funzioni per voi e fissatelo, allenandolo con la ripetizione proprio come qualsiasi altra tecnica. Imparate a fidarvi del vostro metodo e affinatelo nel tempo. Ma soprattutto, il vostro obbiettivo dovrebbe essere quello di ridurre il più possibile il tempo che trascorre da quando trovate un salto che volete fare a quando lo fate. E questo è possibile solo con ore e ore di pratica volontaria.

 

 

19)      Non guardate troppi video

YouTube ha fatto molte cose buone per il Parkour ma è un’arma a doppio taglio. Se da una parte ha permesso alla pratica di diffondersi in lungo e in largo in un periodo di tempo relativamente breve e ha introdotto il Parkour a un pubblico enorme, ci è riuscito in un modo che non reputo rappresenti al meglio quello che faccio. Più del 90% dei video di Parkour che ho visto su YouTube sono esempi terribili della pratica che conosco e amo. Si deve scavare oltre una montagna di merda per trovare la perla occasionale, e se filtrate i video per numero di visualizzazioni o popolarità, non avete nessuna speranza.

 

La verità è che la grossa maggioranza delle persone che conosco, che vivono e allenano il Parkour col mio stesso spirito e motivazione, non fanno video ogni settimana. Se lo fanno allora sarà anche in questo caso quando pensano di avere qualcosa di degno e significativo da condividere. Condividono quel video perché credono che possa essere di aiuto a qualcun altro e per trasmettere un messaggio ad altre persone sulla stessa linea di pensiero.. non perché vogliono che il mondo veda il loro ultimo showreel per il quale hanno speso più tempo a montare le clip che a fare i movimenti il giorno delle riprese.

 

Quindi se qualcuno vi raccomanda un video o se avete del tempo libero allora certo, perdete un ora su YouTube e prendete qualche idea e ispirazione oppure guardate come si allenano i ragazzi negli altri paesi, ma se internet è pieno di video di gente che si muove in un modo diverso dal vostro, ricordate che non siete assolutamente da soli e che la ragione per la quale non vedete molti video che rappresentano il modo in cui vi allenate è perché gli altri ragazzi che potrebbero farli sono troppo occupati ad allenarsi.

 

Decidete cosa e come volete allenarvi oggi e non preoccupatevi delle tendenze nella comunità. Le ho viste andare dai precision su sbarre a monkey precision e doppi monkey, dal taglio di capelli alla  Justin Bieber con pantaloni che cadono e magliette attillate, a jeans attillati e magliette larghe e poi di nuovo a concentrarsi su qualche vero movimento come il cat to precision. Tutta quella merda è solo confusione in superficie, ma al di sotto ciò che conta non cambia. Scegliete i vostri valori e decidete quali sono i movimenti nei quali volete migliorare.. e poi allenatevi fino alla fine.

 

 

20)      Leggete

Leggete libri e articoli da fonti attendibili. Cercate di capire come funziona e cresce il vostro corpo. Fate domande e trovate risposte. Leggete libri che smuovano la mente così come libri che vi insegnino come mangiare per delle prestazioni migliori e per recuperare. Leggete libri riguardo il come fare stretching, mobilità, muovetevi ed allenatevi così che possiate mantenere e migliorare la macchina più complessa e importante che possiate mai conoscere. Imparate come si possono evitare la maggior parte degli infortuni relativi all’attività sportiva e come alleviare dolori cronici tramite semplici cambiamenti nelle vostre abitudini quotidiane.

 

Se dovessi scegliere appena qualche titolo tra i libri che sono stati più utili per me negli ultimi anni raccomanderei probabilmente:

 

Starting Strenght di Mark Rippetoe

Movement di Gray Cook

Becoming a Supple Leopard di Kelly Starrett

Hagakure di Yamamoto Tsunetomo (Autore) e William Scott Wilson (Traduttore)

..e qualsiasi cosa di Jim Wendler.

 

 

21)      Allenatevi da soli

Ci sono dei vantaggi nell’allenarsi in piccoli gruppi che discuterò nella Parte 3 ma quando si tratta di allenare la mente non esiste modo più efficace che migliorare certi elementi allenandosi da soli. Perfino l’animo più umile ospita un ego che è presente solo quando si trova in compagnia di altri. È il motivo per il quale la vostra postura cambia lievemente quando qualcuno entra nella stanza dove vi trovate e per cui cambiate il modo di parlare a seconda di chi è il vostro interlocutore. È la causa della vostra difensiva quando qualcuno chiede il motivo delle vostre azioni, anche se ha le migliori intenzioni come amico. È il motivo delle vostre scuse quando non volete ammettere di essere troppo spaventati per fare un salto e che vi porta a dire “Potrei farlo facilmente se non avessi questo infortunio”.

 

Ma quando togliamo l’influenza esterna dall’equazione siete lasciati soli con voi stessi, con tutte le vostre debolezze e crepe sulla superficie ancora una volta. Possiamo essere onesti per una volta e rilassare una parte di noi. La nostra attitudine mentale è diversa e il nostro modo di pensare, di muoverci e di allenarci cambia. Non prendiamo più in considerazione l’opinione di qualcun altro su quell’atterraggio o preoccupiamo riguardo l’esitazione su un salto e a come potrebbe sembrare a qualcun altro. È liberatorio! Ed è anche un po’ spaventoso in qualche maniera. Senza l’amico che vi supporta o incoraggia e senza la pressione di qualcuno che vi guarda, le vostre motivazioni diventano improvvisamente completamente interne. Niente più il fare perché i vostri amici si aspettano che siate in grado di farlo.. no, l’unica ragione per fare qualcosa adesso è perché siete voi a volerla fare, perché lo avete scelto voi, è per voi. Nessuno saprà se l’avrete fatto oppure no quindi prendere la decisione di fare qualcosa di spaventoso in quel momento sarà nutrito esclusivamente dalla vostra forza di volontà e decisione. Sarà egoista forse, ma nel miglior modo possibile.

 

Forse state leggendo e pensando che io sia uno stronzo egoista ma sto cercando di far capire che questo è qualcosa che noi tutti abbiamo dentro, in qualche misura. Alcuni più di altri. Tutti noi conosciamo il ragazzo con un ego spropositato che non riesce a smettere di parlare di sé stesso e dei suoi risultati, ma perfino la persona più tranquilla e coi piedi per terra ha un pezzettino minuscolo della stessa cosa dentro di sé. Penso che quando tenuta sotto controllo sia una buona cosa e una parte normale dell’essere umano. È segno di cortesia e buon educazione dominare le vostre cattive abitudini ed essere un po’ più premurosi in presenza degli altri.. ma per favore, scatenatevi a volte quando siete da soli e sperimentate situazioni intense e spaventose da soli. Non ve ne pentirete.

 

 

22)      Accettate che la vostra famiglia e amici non capiranno allo stesso modo

Mi dispiace, ma non capiranno il Parkour a meno che non lo provino a loro volta per un periodo di tempo significativo. Ne potete parlare quanto vi pare e descriverlo nei minimi dettagli ma non capiranno mai veramente il punto di tutto ciò e i cambiamenti psicologici che avvengono col tempo attraverso l’allenamento a meno che non lo provino. Penseranno di averlo capito e tu potresti anche cominciare a pensare che sia così.. ma il Parkour necessita di essere vissuto per essere capito. Accettate che ognuno è diverso e che per quanto vogliate che la vostra famiglia conosca il motivo per cui fate queste “cazzate”, a volte l’ignoranza è davvero beata.

 

Si diventa presto buoni amici nel Parkour perché vedi le persone per quello che sono realmente. In un solo giorno di allenamento potreste vedere la stessa persona ridere, piangere e sanguinare. La vedrete spaventata, determinata, coraggiosa, egoista e altruista, felice e triste. Perché state spendendo del tempo con persone in un ambiente ad alto livello di stress e condividendo insieme esperienze ricche. I legami si creano velocemente e resistenti con le persone che ti piacciono. Vedere le persone per quello che sono durante un allenamento è una scorciatoia per conoscerle quanto le conosceresti in mesi o anni se le vedessi giorno per giorno al lavoro o a scuola. Infatti, prima di sposare qualcuno dovresti metterlo di fronte a un salto spaventoso se vuoi sapere chi è veramente. Potrebbe non farlo, ma la sua umiltà, onestà e valutazione della situazione vi rivelerà molto di lui/lei.

 

 

23)   Ora e ancora, fate qualcosa di folle

 

Non sono estraneo a sfide fisiche ridicole e non penso che dobbiate esserlo neanche voi. Non hanno nessun senso in un lungo, lineare, progressivo allenamento e non dovrebbero essere fatte ogni settimana, o perfino ogni mese. È importante capire che sono più per la mente che per il corpo. Combattimenti diretti non hanno senso in termini di un allenamento lineare e progressivo per la boxe finché passi più di un ora a farti prendere a pugni in faccia da un treno a vapore.. ma preparano il palco per l’opportunità di dare tutto quello che avete e testare se è buono abbastanza per quel giorno. Vincere o perdere, passare o fallire, vivete l’esperienza conoscendo voi stessi, le vostre capacità e i vostri limiti più che mai prima di quel momento.

 

Una volta ogni tanto uscite dalla vostra zona di tranquillità e vedete semplicemente fino a dove potete spingervi, quanto a lungo potete resistere prima che il vostro corpo ceda. Per sapere di cosa siete capaci, dovete andare più in là di quanto siate mai andati prima e più in là di quanto sia ragionevole fare, o raccomandato. C’è bisogno che andiate là dove il vostro corpo dice basta.. e che continuiate ad andare, solo un po’ più in là.

 

Un corpo forte è vulnerabile senza una mente forte che lo controlli; e l’esperienza, la confidenza e la conoscenza di voi che guadagnerete da queste sfide vi aiuteranno a diventare delle persone più forti.

 

Quindi che siano 3 ore di quadrupedia, 1000 muscle up, un chilometro di equilibrio su una sbarra, 500 salti di fila, correre fino alla prossima città e tornare indietro prima che diventi buio, trasportare un vostro amico fino a casa sua qualche miglia più in là, scalare una montagna nel buio o qualsiasi cosa sognate di fare.. scegliete qualcosa di difficile, ma qualcosa che potreste essere in grado di completare.. una sfida non è una sfida se siete sicuri di poterla portare a termine. Puntate alto e lasciate che il dubbio penetri nell’equazione. Ora dovete combattere per essa.

 

 

24 )   Svuotate la vostra coppa..

..e riempitela con film d’azione anni 80 e le loro colonne sonore.