Parkour Wave | Parkour: una disciplina contro la crescita dell’ego.
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Parkour: una disciplina contro la crescita dell’ego.

Internet, Facebook, Instagram … grandi strumenti per comunicare e condividere idee. Media potenti, che funzionano sia se il messaggio è positivo sia che non lo sia.

 

Una grande parte del mio lavoro oggi è di educare le persone che vogliono provare il parkour come una disciplina olistica, promuovendo la crescita sia fisica che psicologica. Compito piuttosto difficile quando la GRAN PARTE della comunicazione intorno al parkour/freerunning sui social ruota attorno ai livelli superficiali, estremi e molto della disciplina.

 

#NOFEAR. Mi sono imbattuto in uno di quegli sciocchi account ignoranti di recente, utilizzando questo hashtag come chiave di ricerca. Il contenuto dell’account? Un ragazzo, chiaramente ossessionato dalla moda e dal modo di vestirsi piuttosto che da una vera e propria disciplina per la vita, appeso per un braccio in cima a una gru, in piedi sporgendosi dagli edifici, facendo il buffone e cercando di impressionare il pubblico.
Dopo un po’ di ricerca, mi sono reso conto che ce ne sono un sacco di questi account dove tutto quello che potete vedete sono ragazzetti male allenati, appesi sui tetti degli edifici o sulle gru con una GoPro attaccata in testa o alla fine di un bastone selfie, fingendo di essere coraggiosi, quando la realtà è che sono solo persone inconsapevoli che non capiscono come la vita è preziosa e che basta un piccolo errore lassù e il gioco finisce immediatamente.

 

Non fraintendetemi, ho scalato edifici e fatto salti con potenziali rischi di morte. Ma c’è un’enorme differenza di approccio e di mentalità con quello che mi è stato insegnato da David Belle, Williams Belle o qualsiasi altro dei fondatori con cui mi sono allenato. Prima di tutto, mettere la nostra vita a rischio su un salto non era qualcosa che avremmo fatto tutti i giorni. È accaduto di tanto in tanto ed era SEMPRE il frutto di un lavoro, di riflessione e di intensa preparazione.
Inoltre, il punto centrale di un’esperienza del genere è molto personale.

Una battaglia interiore, un test finale per confrontare il metodo di allenamento con la realtà. È stato fatto con un approccio sensato, spesso seguito da un processo logico e una progressione. In definitiva, un modo per rimanere umili e migliorare come persone.

 

In nessun modo c’era l’intenzione di mostrare e di mettere in mostra al mondo una performance spettacolare.

Tutto il contrario in realtà.

Alcune delle cose più pericolose che ho fatto non sono state riprese. Questi momenti devono rimanere autentici e spontanei. Dovrebbero essere vissuti pienamente dall’interno. Solo con se stessi.

 

Perchè? Perchè il lavoro interiore e silenzioso è la via. Questo è quello che ti serve per un reale progresso nel parkour e come persona. Che cosa succede a queste nuove generazioni che sembrano avere impiantate le GoPro in fronte anche quando dormono?!
Quelle acrobazie molto superficiali hanno il solo obiettivo di creare un account popolare. Tutto è preparato e messo in scena in modo che il movimento sembri spettacolare e figo, al fine di generare più like e seguaci e probabilmente anche ottenere più lavori come stunt.
Non potrebbe essere più contrastante con il concetto di parkour. Almeno dell’idea originale di parkour al quale sono stato educato.

 

#NOFEAR. Se non hai paura amico mio, in primo luogo stai mentendo e secondariamente morirai molto giovane a causa delle tue stupide azioni. La paura è una buona amica che dovrebbe essere trattata con rispetto ed è proprio qui che il metodo del parkour risiede. Prendere familiarità con le tue paure, lentamente, regolarmente, con rispetto e umiltà. #NOFEAR non è altro che una maschera che nasconde cosa sta realmente accadendo dietro tutti quei like: alimentazione dell’ego. Un ego che cresce. Il perfetto contrario di parkour dal mio punto di vista.

 

Naturalmente il pianeta è grande abbastanza per contenere tutte le nostre diversità. Chiunque ha il diritto di appendersi su una gru e ridere, naturalmente. Ma per favore non confondete quello con il parkour. Per molti versi NON LO È.

 

Muoviti con testa – Muoviti a lungo