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Parkour Wave | Diluition
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Parkour Wave
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Diluition

Il pericolo di allenarsi troppo duramente, troppo velocemente

 

Diluire:

 

a) Il processo per rendere meno concentrato e più flebile

b) La condizione di essere meno concentrato

c) Una sostanza diluita

 

Non ho postato per un po’ perché la mente era occupata, e solo ora me la sento di condividere i miei pensieri. Queste parole potrebbero offenderti, potrebbero sembrare dirette a te, e forse lo sono.

Posso vivere non essendo apprezzato per le cose che dico, ma non posso vivere senza condividere queste mie opinioni con gli altri. So di non essere l’unico che ha queste opinioni e sento sia meritevole dare voce ad esse, se questo può cambiare anche solo la testa di una persona e aiutarla. Questo è prima di tutto per un mio amico con cui non mi sono allenato per un po’. Un amico che sembra essere un po’ giù con i suoi allenamenti, un po’ distante, un po’ preoccupato di non essere bravo come altre persone. Questo è per lui e tutti gli altri che si sentono scoraggiati guardando le persone intorno che fanno cose che a loro non riescono. E anche per i nuovi arrivati del Parkour.

 

 

Ieri è stato il mio 1300 giorno di pratica di Parkour. Non sono uno che crede molto negli anniversari, ma è stato il giorno in cui i pensieri di due settimane sono venuti a galla e ne ho fatto un’idea solida nella mia testa.

 

Ho iniziato allenandomi 1301 giorni fa, 10 settembre 2003, il giorno dopo che Jump London fu trasmesso per la prima volta su canale 4, ed è fantastico pensare quanto è successo e quanto la mia vita è cambiata da allora.

 

 

 

Mi ricordo bene la mia prima vera sessione di allenamento, 185 settimane e 6 giorni fa. Era con un mio buon amico dell’epoca, Tom, ed eravamo entrambi così eccitati dal guardare Jump London che volevamo saltare e basta e partire! Mi ricordo le prove di alcuni volteggi, piccoli salti tra dislivelli, e mi ricordo la prima vera esperienza di paura nel Parkour quando sono saltato giù da una palestra locale e fatto una caduta sull’erba. E’ stato terrificante al momento, penso fossero circa 3 metri. Lo feci perché pensavo fosse questo il Parkour, saltare da qualcosa di alto e sopravvivere per raccontarlo il giorno dopo. Oh, quanto distante siamo da quelle cose….Lo siamo?

 

Ora, come molte persone ti diranno, i giorni dopo la tua prima sessione di allenamento sono d’inferno. Chi ricorda l’inspiegabile e dolorosa sensazione facendo qualche piano di scale il giorno dopo la tua prima, reale, dura sessione di allenamento? Mi ricordo che sentivo le mie cosce come se fossero state assalite da una banda di bestioni incazzati con una mazza da baseball per 2 settimane.

 

Di questi tempi c’è un’abbondanza di ottime informazioni per le persone che iniziano che io non ho avuto quando cominciai. Prima erano per la maggior parte prove ed errori, con una buona dose di avanzamenti. Ma a dispetto dei benefici di imparare dalle passate esperienze dei veterani, mi chiedo se ci siano delle conseguenze.

 

Ho realizzato quanto difficile deve essere stato per David Belle e tutti gli altri originali traceurs di Lisses procedere nell’oscurità dopo 15 anni senza avere idea di che cosa stessero facendo o di dove sarebbero arrivati. Loro hanno lentamente scavato un percorso in una nuova direzione e lo hanno illuminato per essere seguiti dalle altre persone. Un nuovo traceur adesso può imparare in 2 mesi circa 10 tecniche; questo ai traceurs originali di Lisses degli anni ’90 è costato circa 5 anni di allenamento.

 

Così, al ritmo con cui ci stiamo sviluppando, progredendo e imparando, potremo sicuramente diventare alla loro altezza e saremo capaci di aiutarli a portare luce sul percorso, giusto?

 

No, non penso proprio.

 

Io penso che stiamo viaggiando troppo velocemente lungo lo stesso percorso, rimanendo senza benzina prima di poterli raggiungere. Loro si guardano indietro e ci vedono distanziati e penso che probabilmente loro stiano sperando che noi li raggiungiamo per aiutare la disciplina a crescere, ma non penso che molte persone delle nuove generazioni lo faranno. Citando Vigroux: “Penso che per molte persone deve essere più individuale…tutti si muovono….sono veramente felice per loro….ma troppo velocemente, troppo in fretta, troppo spettacolo… troppo.”

 

Ci sono ragazzi che si sono allenati per meno di un anno che fanno cose più grosse rispetto a ragazzi che si allenano da 4 anni e credo sia principalmente dovuto alla quantità di conoscenza disponibile oggigiorno. Questo può suonare bene all’inizio, come dire che le generazioni progrediscono, noi avremo nuovi ragazzi capaci di evitare il processo di “prova ed errore”, potranno semplicemente eseguire l’esercizio come deve essere e avere un buon livello nel Parkour. Ma sono preoccupato.

 

Penso che l’approccio con prove ed errori insegnò molto agli originali traceurs di Lisses riguardo loro stessi, iniettando in loro una creatività, passione e coraggio che oggi sta cominciando ad essere dimenticata e si sta sostituendo con un allenamento “sui libri”. Non solo, credo che le loro capacità mentali e l’adattamento fisico fossero molto superiori ai miei, credo che fossero ulteriormente diluiti rispetto alla generazione che inizia ora i suoi allenamenti. La gente ha una lista di movimenti da imparare ed eseguire, e lo fanno più in fretta possibile, passando poi alla tecnica successiva, più grande o più impressionante.

 

La miglior via per avere rispetto nella comunità del Parkour oggi sembra essere “fare la cosa più grande e migliore con la minima quantità di allenamento per arrivarci”. Non importa quanto sia scoordinata, quanto lenta sia una scalata, quanto preciso sia un atterraggio o quanto danno faccia alle persone. Tutti dicono cose del tipo X ha fatto Y e quindi è migliore di Z anche se si allena solo da W mesi!! questo approccio sta prendendo sempre più piede e recentemente lo sento come distruttivo per la natura del Parkour. Le persone fanno cose solo per essere viste da altri e il loro pensiero è di darci dentro per fare bella figura. Sentono la pressione di fare cose che sono oltre il loro livello, e non è un loro errore.

 

 

Per me, Parkour è una lunga e utile campagna – non una breve ed epica battaglia.

 

Non sono solo preoccupato che il progresso mentale e la creatività dei nuovi praticanti possano essere sacrificati, sto anche pensando al costo fisico del progresso fatto soltanto con i libri di testo.

 

Come me, alcuni di voi si ricorderanno del nonno che era l’unico della famiglia in grado di aprire i barattoli all’ora di pranzo, nonostante la sua età avanzata. Questa “forza del nonno” di cui parlo non è un miracolo, è il prodotto di 60 anni di lavoro manuale e forza prodotta dall’utilizzo dei rispettivi muscoli per molti anni.

 

Sono preoccupato che la scorciatoia disponibile ai praticanti di oggi potrebbe privarli dell’insostituibile sviluppo muscolare che i traceurs di Lisses hanno, la profonda e radicata struttura neurologica e la vastissima memoria muscolare che nessun libro o parola può dare. La “forza del nonno”.

 

Tutti noi sappiamo che puoi condizionare il tuo corpo dall’inizio del tuo allenamento e questo aiuterà la tua abilità tecnica, ma continuo a sentire gente che si muove troppo velocemente e progredisce troppo velocemente. Regolarmente vedo cose fatte da nuovi traceurs che ragazzi con anni di esperienza non hanno fatto e a volte questi ultimi si sentono giù…spesso si chiedono del loro allenamento e come mai non sono così bravi, si chiedono che cosa hanno trascurato e perché tutti sembrano essere meglio di loro.

 

Gente è venuta da me letteralmente depressa a proposito del loro allenamento, cercando qualche consiglio e chiedendo dove sbagliavano, chiedendosi che cosa hanno i nuovi ragazzi che loro non hanno. La risposta che ho dato è semplice. I nuovi praticanti che fanno salti massicci, tecniche impressionanti, alte, grandi, lunghe, distanti…ecc., hanno acceso una miccia che vedranno bruciare negli anni prima di quanto vogliano, semplicemente perché i loro corpi non sono pronti per fare quello che fanno. Non è solo questione di ginocchia, che dire a proposito del danno fatto alle spalle per chi salta da ramo a ramo? Cosa a proposito dei gomiti?

 

Quali saranno gli effetti a lungo termine di questo?

 

Quali saranno gli effetti a lungo termine di salti di braccia da 3 metri quando le spalle non hanno l’esperienza di 10.000 salti più piccoli?

 

Quali saranno gli effetti a lungo termine di atterraggi da 4 metri quando le gambe non hanno l’esperienza di 10.000 atterraggi più bassi?

 

Il tempo lo dirà.

 

 

 

Guardate i migliori traceurs nel mondo. Andate a Lisses e guardateli, parlateci, allenatevi con loro e imparate da loro. Non sono i migliori perché sono geneticamente dotati o sono stati pazzi per provare tutte quelle cose nuove quando erano giovani e nemmeno sono il meglio perché progrediscono in fretta. Loro sono il meglio e i più forti perché progrediscono con fermezza e continuità. Loro hanno costruito strati su strati di armatura sul loro corpo, anno dopo anno, ripetendo le cose migliaia di volte e non affrettando il processo. Loro hanno radicato nel profondo la “forza del nonno”, l’elasticità e la resistenza agli infortuni che vengono dal graduale progredire.

 

Varie interviste con David Belle chiedono sugli infortuni e David ha scosso la testa dicendo che le sue ginocchia stanno bene, le sue braccia sono ok, non ha dolori. Questo dopo 18 anni di allenamento. Per contrasto, oggi abbiamo ragazzi con un anno di allenamento alle spalle che passano mesi con problemi alle ginocchia, spalle, lussazioni, tendinite…infermerie per riparare corpi sotto i 20 anni. E’ una coincidenza? O è perché stiamo premendo troppo duro, troppo veloce, cercando di essere il meglio comparandoci continuamente agli altri?

 

Il Parkour è un percorso personale e uno di quelli con duro lavoro. Non ci sono scorciatoie e non ci sono trucchi. Se tu vuoi “essere e resistere” , allora ti consiglio di osservare scrupolosamente il tuo allenamento e chiederti se lo stai facendo per divertimento, per qualche anno, per poi sederti, trovare un lavoro, avere figli e ritirarti. Se è cosi fai quello che vuoi, fai salti giganteschi, fai quello che vuoi e non guardarti indietro. Solamente sii sicuro di forzare chi vuole avere una prospettiva più ampia e lavora per essere più forte. Prova a tenere ben presente nella testa quando dici: “Ho fatto questo, perché non lo fai?” a loro.

 

Ma se vuoi veramente disciplinare il tuo corpo, diventare forte e resistente nel Parkour, allora non devi comparare te stesso con nessun altro. Può essere troppo attraente fare qualcosa al di là del tuo livello solo perchè vedi qualcuno con meno esperienza che lo fa. Sii un uomo/donna migliore, pensa al danno che si stanno facendo e sii orgoglioso di sapere che non farai il loro errore. Tra 10 anni, quando staranno camminando con un bastone, sarai capace di fare quel salto centinaia di volte senza una goccia di sudore.

 

Non sono sicuro di come possiamo aiutare le future generazioni di traceurs e il futuro del Parkour. Fornendo loro la nostra esperienza li possiamo preparare ma non deve diventare un sostituto alla ricerca o saremo solamente tutti cloni dei nostri maestri. Deve rimanere una parte composta da prove, errori ed esplorazione. I nuovi traceurs devono anche poter progredire con i propri tempi senza sentire la pressione delle persone che li circondano. Sta diventando un mio personale obiettivo aiutare le persone che vedo stressate nel fare qualcosa che non vogliono, sarebbe grandioso se qualcuno leggendo questo volesse unirsi a me.

 

 

Per riassumere i 2 punti dell’articolo…

 

1) Se sei nuovo del Parkour, ricerca il più possibile e impara dalle persone che hanno già percorso la strada prima di te, ma non perdere la tua creatività e la capacità di pensare da solo. Prova cose nuove, esplora differenti metodi e progredisci con il tuo passo. La cosa che hai bisogno di ricordare è che le persone che hanno iniziato prima di te hanno più esperienza fisica che ha costruito quella che chiamo “la forza del nonno” e non può essere insegnata o passata. Puoi affrettarti sulla teoria, ma non puoi prendere scorciatoie sul piano pratico se vuoi resistere in questa disciplina.

 

2) Se hai già più esperienza nel Parkour e ti senti come se i nuovi arrivati fossero meglio di te, non sentirti pressato a spingerti più duramente o fare cose solo perché loro le fanno. Prova ad avvertirli del pericolo di provare cose oltre i il loro livello di condizionamento corporeo – se possono fare qualcosa, non significa che dovrebbero farla. Stanno imparando più velocemente per il fatto di avere più informazioni di te, grazie al tuo duro lavoro.

 

 

 

Se ti importa del futuro del Parkour allora è tuo compito aiutarli a progredire sensibilmente e ricordagli che dovrebbero rallentare quando pensi stiano andando troppo veloce. Se non lo facciamo, il Parkour è destinato a morire lentamente appena i praticanti diventeranno doppioni sempre più deboli dei passati traceurs per infortuni, allenamenti oltre i limiti e distruzione dei legamenti.

 

 

Vuoi quindi aiutare a diluire il Parkour per i nuovi traceurs o vuoi aiutarli a bruciare i tempi?

 

 

“Cammina leggero perché cammini nei miei sogni.” – William Butler Yeats

 

 

Articolo di Blane – http://www.blane-parkour.blogspot.com/

Traduzione di gioArona

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