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Parkour Wave | Allena l’istinto
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Parkour Wave
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Allena l’istinto

Allena il tuo instinto: Percepisci.

 

Completamente immersi nelle nostre società moderne e nei nostri stili di vita, mi chiedo cosa sia successo ai nostri instinti. Ci è stato detto come pensare e come dar forma al nostro futuro mantenendolo in linea con i “criteri di felicità” fin da quanto eravamo alle scuole elementari. Siamo delle generazioni di persone completamente assistite e ci è insegnato come vivere e quasi anche come fare qualunque altra cosa nella vita. Una guida è necessaria per beneficiare di un’esperienza di qualcuno in relazione ad una situazione, questo si. Ma il bisogno eccessivo di avere una spiegazione riguardo a come fare qualcosa d’altra parte ci depriva del nostro istinto.

 

Più nello specifico, quando si parla di attività fisica, quando si va in palestra, a fare una lezione di yoga, tennis, sollevamento pesi ecc… Quanto spesso usiamo il nostro istinto? Quanto spesso smetti di pensare ad una tecnica e il modo in cui dovrebbe essere fatta ‘da manuale’ e ti concentri sul renderla un’esperienza personale attraverso l’ascolto delle tue sensazioni e intuizioni?

 

Di nuovo, avere una guida va bene e ovviamente ci sono dei principi chiave ed essenziali che ti permettono di fare un movimento o una tecnica in modo sicuro. Ma poi tu sei unico. C’è spazio per piccoli aggiustamenti e adattamenti. Siamo tutti diversi e queste differenze individuali sono spesso ignorate e ci viene impedito di fare ciò che è più corretto per noi. Dovremmo imparare e conoscere ciò che è corretto per “me”, ciò che funziona per noi. Il problema è che abbiamo questa abitudine di seguire sistemi e percorsi prestabiliti, perdendo così il nostro istinto. Questo è un fatto molto triste dei tempi moderni.

 

Una delle cose che mi piacciono di più del parkour è che aiuta a riconnetterci con il nostro istinto.

 

Come dice una battura famosa di Bruce Lee: “Non pensare… Senti!”

 

Tante esplorazioni avvenute nei primi momenti, mentre il parkour stava nascendo era quello di “provare a fare”. Percepire, ascoltare il proprio istinto ed essere realmente immersi in una situazione. A volte funzionava, a volte no, ma non essendoci manuali di parkour all’epoca quindi tutto si rifaceva principalmente alle percezioni e ai sentimenti individuali. Al contrario di molti sport dove bisogna seguire delle regole e rimanere racchiusi in un’area delimitata, nel parkour lo spazio muta continuamente e l’unica regola è arrivare dove vuoi in sicurezza.

 

Quando insegno nelle mie classi in questi giorni faccio spesso questa domanda, quando vedo uno studente che lotta di fronte ad un salto: Come TI senti? Sostanzialmente chiedo: cosa ispira dentro di te questa situazione? Acquisisci quest’esperienza e rendila tua. Come ti vedi mentre stacchi da terra, mentre atterri? Dove metterai le braccia? Sarà scivoloso il punto dove arriverai, è sicuro, hai la distanza, hai la forza? …ecc

 

Tutte queste domande possono essere risposte se continui ad allenare il tuo istinto regolarmente e non ti affidi solamente agli aspetti fisici e metodologici della tecnica.

 

Vedo l’allenamento dell’istinto come un’abitudine salutare e il parkour è un ottimo strumento per farlo.

 

Vivi libero e in movimento